Creare una ASD – Associazione Sportiva Dilettantistica può essere il modo più semplice per trasformare un gruppo di runner in una vera società sportiva, organizzare allenamenti, tesserare atleti e partecipare alle gare ufficiali. Ma quanto costa davvero creare una ASD? Quante persone servono? È necessario affiliarsi alla FIDAL? E si può essere contemporaneamente affiliati anche alla UISP?

In questa guida di Kurri vediamo passo dopo passo come costituire una ASD di atletica leggera in Italia, con particolare attenzione alla situazione aggiornata al 2026 e alle novità introdotte dalla riforma dello sport.

Nota: costi, quote di affiliazione e procedure possono cambiare in base alla Federazione, all’Ente di Promozione Sportiva e al Comitato territoriale. Gli importi riportati sono quindi da considerare come riferimento e vanno verificati al momento della costituzione.


Cos’è una ASD?

Una ASD è un’associazione senza scopo di lucro costituita per organizzare e promuovere attività sportive dilettantistiche.

Nel caso di una società di atletica, l’obiettivo può essere, ad esempio:

  • organizzare allenamenti di corsa e atletica;
  • partecipare a gare competitive;
  • promuovere la pratica sportiva;
  • organizzare corsi e attività per bambini e adulti;
  • partecipare a campionati e manifestazioni;
  • tesserare atleti e dirigenti;
  • organizzare eventi sportivi;
  • accedere a bandi e contributi pubblici.

Essere una ASD, però, non significa semplicemente “avere un’associazione”.

La società deve rispettare determinati requisiti statutari e svolgere effettivamente attività sportiva dilettantistica.

La Federazione Italiana di Atletica Leggera indica, tra gli elementi fondamentali dello statuto, l’assenza di finalità lucrative, il principio di democraticità, l’organizzazione di attività sportive dilettantistiche, il divieto di distribuzione degli utili e la devoluzione del patrimonio a fini sportivi in caso di scioglimento.


Quante persone servono per creare una ASD?

Questo è uno dei primi dubbi di chi vuole creare una società podistica.

In linea generale, per costituire un’associazione è possibile partire da almeno tre persone, che possono assumere le principali cariche associative.

Una configurazione molto semplice può essere:

  • Presidente;
  • Vicepresidente;
  • Segretario/Consigliere.

La UISP, nelle proprie indicazioni sulla costituzione delle ASD, considera tre persone come numero minimo per la costituzione dell’associazione.

Questo, però, non significa che bastino necessariamente tre persone per completare tutte le procedure di affiliazione.

FIDAL e UISP possono avere requisiti ulteriori

Le organizzazioni sportive possono infatti prevedere requisiti specifici per il tesseramento e l’affiliazione.

Per esempio, per una prima affiliazione FIDAL è necessario tesserare tutti i componenti del Consiglio Direttivo e prevedere almeno un tecnico qualificato; le procedure federali possono inoltre richiedere ulteriori figure societarie.

Per UISP, invece, il Comitato di Cagliari indica per l’affiliazione una richiesta iniziale di 5 tesseramenti, comprendenti almeno 3 dirigenti e 2 atleti.

In pratica: tre persone possono essere sufficienti per partire con la costituzione dell’associazione, ma per affiliarsi e iniziare realmente l’attività sportiva è opportuno avere già un piccolo gruppo di soci e atleti.


1. Scegliere il nome della società

Il primo passo è scegliere la denominazione.

Per esempio:

A.S.D. Kurri Running Club

oppure:

A.S.D. Atletica Sardegna

oppure una denominazione legata al territorio o al comune.

È importante verificare che il nome non sia già utilizzato da un’altra società sportiva, soprattutto se si intende richiedere l’affiliazione FIDAL.

Lo statuto deve inoltre riportare chiaramente la natura sportiva dilettantistica dell’associazione.


2. Redigere atto costitutivo e statuto

Sono i due documenti fondamentali.

L’atto costitutivo

È il documento con cui i fondatori dichiarano di costituire l’associazione.

Deve indicare, tra le altre cose:

  • denominazione;
  • sede;
  • volontà di costituire l’associazione;
  • soci fondatori;
  • nomina degli organi sociali;
  • rappresentante legale;
  • approvazione dello statuto.

Lo statuto

È il documento che stabilisce come funzionerà la ASD.

Deve disciplinare, tra gli altri aspetti:

  • finalità sportive;
  • assenza di scopo di lucro;
  • diritti e doveri dei soci;
  • modalità di ammissione dei soci;
  • funzionamento dell’assemblea;
  • funzionamento del Consiglio Direttivo;
  • elezione e durata delle cariche;
  • modalità di approvazione del rendiconto;
  • gestione del patrimonio;
  • scioglimento dell’associazione.

Con la riforma dello sport è particolarmente importante utilizzare uno statuto aggiornato alla normativa vigente, evitando di copiare semplicemente vecchi fac-simile trovati online.


3. Richiedere il codice fiscale

Una volta costituita l’associazione bisogna richiedere il codice fiscale della ASD all’Agenzia delle Entrate.

La richiesta del codice fiscale è gratuita.

La FIDAL indica espressamente questo passaggio tra quelli necessari per la costituzione di una nuova ASD.

Il codice fiscale servirà per:

  • aprire un conto corrente;
  • stipulare contratti;
  • ricevere contributi;
  • effettuare pagamenti;
  • gestire i rapporti con Federazioni ed Enti;
  • svolgere gli adempimenti fiscali.

4. Registrare lo statuto

La registrazione dell’atto costitutivo e dello statuto presso l’Agenzia delle Entrate è un passaggio fondamentale.

La guida FIDAL indica una registrazione entro 20 giorni dalla costituzione e riporta, come riferimento, 200 euro di imposta di registro, oltre alle eventuali marche da bollo previste.

Il costo effettivo iniziale dipende quindi anche dalla lunghezza degli atti e dalle modalità con cui vengono predisposti.

Quanto costa partire?

Indicativamente:

Voce Costo indicativo
Codice fiscale €0
Imposta di registro €200
Marche da bollo variabile
Consulenza per statuto/atto €0 – diverse centinaia di €
PEC circa €5–50/anno
Conto corrente variabile
Affiliazione sportiva variabile

Una ASD molto semplice può quindi essere costituita con qualche centinaio di euro, senza considerare consulenze professionali, attrezzature, assicurazioni o costi sportivi.


5. Iscrizione al RASD: il nuovo punto centrale

Una delle principali novità della riforma dello sport è il Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD).

Il Registro è gestito dal Dipartimento per lo Sport attraverso Sport e Salute e raccoglie le ASD e SSD che svolgono attività sportiva, didattica o formativa nell’ambito di Federazioni Sportive Nazionali, Discipline Sportive Associate o Enti di Promozione Sportiva riconosciuti.

L’iscrizione al RASD certifica la natura dilettantistica dell’associazione.

Questo è un punto fondamentale.

Non basta più “essere una ASD”

La società deve mantenere nel tempo i requisiti necessari per risultare correttamente iscritta al Registro.

Per questo motivo è importante:

  • essere affiliati a un organismo sportivo riconosciuto;
  • svolgere effettivamente attività sportiva;
  • mantenere aggiornati i dati societari;
  • comunicare correttamente attività sportive, didattiche e formative;
  • rispettare gli obblighi previsti dalla normativa.

Nel 2026, ad esempio, la FIDAL richiama le società alla corretta registrazione delle attività didattiche svolte, proprio ai fini della permanenza nel RASD.


6. Come affiliarsi alla FIDAL

Se l’obiettivo è creare una vera società di atletica leggera e partecipare alle competizioni federali, la strada naturale è l’affiliazione alla Federazione Italiana di Atletica Leggera (FIDAL).

La procedura prevede la presentazione della documentazione societaria e l’inserimento della società nei sistemi federali.

Tra i documenti richiesti troviamo normalmente:

  • atto costitutivo;
  • statuto registrato;
  • codice fiscale;
  • documenti del rappresentante legale;
  • documentazione relativa agli organi societari;
  • modulo di prima affiliazione;
  • dati dei dirigenti;
  • dati del tecnico;
  • dati degli atleti.

La FIDAL pubblica annualmente le proprie disposizioni su affiliazioni e tesseramenti.


Quanto costa affiliarsi alla FIDAL nel 2026?

Per il 2026 la quota di affiliazione/rinnovo FIDAL per una società appartenente alle categorie che comprendono Esordienti, Ragazzi, Cadetti, Allievi, Juniores, Promesse e Senior è pari a:

€450 all’anno

di cui:

  • €120 quota FIDAL nazionale;
  • €330 quota Comitato Regionale.

La quota comprende il settore maschile e femminile.

Esiste inoltre una quota ridotta di €350 per le società che svolgono esclusivamente determinate categorie giovanili Esordienti/Ragazzi/Cadetti.

Tesseramento atleti FIDAL 2026

Per gli atleti adulti il tesseramento FIDAL è:

€25 per atleta.

Per i giovani le quote sono inferiori:

Categoria Quota 2026
Esordienti 4-6 €3
Esordienti 8-10 €5
Ragazzi €10
Cadetti €10
Allievi €15
Juniores €15
Promesse/Senior 23-34 €25
Senior 35+ €25

Quindi, ad esempio, una ASD con 20 runner adulti avrebbe come riferimento:

€450 affiliazione + €500 tesseramenti = €950/anno

solo per FIDAL e tesseramenti degli atleti.

A questi costi bisogna aggiungere le eventuali quote per dirigenti, tecnici, medico, gare, trasferte e altri servizi.


7. E se voglio affiliarmi anche alla UISP?

Sì, una ASD può valutare anche l’affiliazione a un Ente di Promozione Sportiva, come UISP.

La differenza principale è nell’impostazione.

FIDAL

È la Federazione di riferimento per l’atletica leggera.

È particolarmente importante per chi vuole:

  • partecipare all’attività federale;
  • gareggiare nei circuiti FIDAL;
  • partecipare ai campionati federali;
  • costruire una società agonistica;
  • sviluppare un settore giovanile federale.

UISP

Ha invece una vocazione maggiormente orientata allo sport per tutti, alla promozione sportiva e all’attività amatoriale e sociale.

Può essere interessante per:

  • organizzare attività non esclusivamente agonistiche;
  • partecipare alle manifestazioni UISP;
  • accedere a servizi e consulenze;
  • usufruire delle coperture assicurative collegate al tesseramento;
  • partecipare a progetti e iniziative territoriali.

UISP Sardegna evidenzia inoltre tra i servizi per le ASD affiliate consulenza, aggiornamenti legislativi, assistenza fiscale e gestione del tesseramento.


Quanto costa affiliarsi alla UISP?

Qui è necessario fare una precisazione importante.

La quota non è necessariamente identica in tutta Italia, perché i Comitati territoriali possono applicare tariffe e servizi differenti.

Per esempio, per la stagione 2026/2027, UISP Rimini indica:

  • €110 per l’affiliazione monosportiva;
  • €150 per l’affiliazione polisportiva.

A questi costi vanno aggiunti i tesseramenti dei soci/atleti.

Per una ASD che opera in Sardegna è quindi consigliabile verificare direttamente con il Comitato UISP territoriale competente.

A Cagliari, per esempio, la procedura di affiliazione indica una richiesta iniziale di 5 tesseramenti, con almeno 3 dirigenti e 2 atleti.


FIDAL + UISP: si possono fare entrambe?

Per una società podistica può essere una soluzione interessante.

Una ASD può infatti valutare una struttura di questo tipo:

ASD → RASD → FIDAL + UISP

La FIDAL consente inoltre un’agevolazione interessante: una società già affiliata a un Ente di Promozione Sportiva per l’atletica leggera che si affilia per la prima volta alla FIDAL, senza essere stata affiliata FIDAL in precedenza, è esentata dalla quota di affiliazione FIDAL prevista dalla convenzione con gli EPS.

Questo significa che, in determinate condizioni, partire dalla UISP e successivamente entrare in FIDAL può ridurre il costo della prima affiliazione.

È comunque fondamentale verificare le condizioni applicabili nell’anno sportivo in cui si effettua l’operazione.


8. La vera novità della riforma: il lavoro sportivo

È probabilmente questo il cambiamento che ha avuto il maggiore impatto sulla gestione delle ASD.

Dal 1° luglio 2023 è entrata definitivamente in vigore la nuova disciplina del lavoro sportivo prevista dal D.Lgs. 36/2021 e dai successivi correttivi.

Prima della riforma era molto comune utilizzare i cosiddetti “compensi sportivi” con una gestione relativamente semplice.

Oggi il sistema è più strutturato.

Se una ASD paga un tecnico, un istruttore, un allenatore o un altro soggetto che svolge attività riconducibile al lavoro sportivo, bisogna verificare la corretta qualificazione del rapporto e gli eventuali obblighi:

  • contrattuali;
  • fiscali;
  • previdenziali;
  • assicurativi;
  • comunicativi.

Il Ministero del Lavoro evidenzia infatti che la riforma disciplina organicamente il lavoro sportivo, comprese le collaborazioni coordinate e continuative sportive e gli obblighi per i committenti.

Attenzione quindi ai “compensi in nero”

Una ASD non può semplicemente pagare un allenatore in contanti e definirlo “rimborso”.

Ogni pagamento deve essere correttamente documentato e deve essere verificato il regime applicabile.

Per una piccola società può essere quindi molto utile affidarsi a un commercialista o a un servizio di consulenza specializzato nello sport dilettantistico.


9. Volontari e collaboratori

La riforma ha inoltre introdotto e disciplinato la figura del volontario sportivo.

Questo è particolarmente importante per le piccole ASD.

Una società podistica può infatti avere:

  • dirigenti volontari;
  • accompagnatori;
  • volontari durante gli eventi;
  • tecnici;
  • istruttori;
  • collaboratori;
  • lavoratori sportivi.

Ma queste figure non sono automaticamente equivalenti.

È necessario capire in quale categoria rientra ogni persona e quali obblighi ne derivano.


10. Quanto costa mantenere una ASD ogni anno?

Qui arriviamo alla domanda più interessante.

Una ASD molto piccola può avere costi relativamente contenuti.

Una società strutturata può invece arrivare facilmente a diverse migliaia di euro all’anno.

Esempio di ASD podistica con 20 adulti

Immaginiamo una società con:

  • 20 atleti adulti;
  • 3 dirigenti;
  • 1 tecnico;
  • nessuna sede propria;
  • allenamenti all’aperto;
  • affiliazione FIDAL.

Una stima semplificata potrebbe essere:

Spesa Indicazione
Affiliazione FIDAL €450
20 tesseramenti adulti €500
PEC €5–50
Conto corrente €0–150
Commercialista/consulenza €300–1.000+
Assicurazioni integrative variabile
Affitto impianti variabile
Tecnico/allenatore variabile
Gare e iscrizioni variabile
Materiale sportivo variabile
Trasferte variabile
Divise societarie variabile

In uno scenario molto essenziale, una piccola ASD può quindi avere una struttura amministrativa nell’ordine di 1.000–2.000 euro annui, prima di considerare le spese sportive vere e proprie.

Se invece si aggiungono un allenatore retribuito, pista di atletica, sede, attrezzature, trasferte e attività giovanile, il budget può crescere rapidamente fino a diverse migliaia o decine di migliaia di euro all’anno.


11. Il conto corrente della ASD

Una delle prime cose da fare dopo la costituzione è aprire un conto corrente intestato all’associazione.

È una scelta fortemente consigliata anche quando non è strettamente necessario per ogni singola operazione.

Il principio fondamentale è separare completamente:

soldi dell’associazione ≠ soldi personali del Presidente

Il conto dovrebbe essere utilizzato per:

  • quote associative;
  • tesseramenti;
  • iscrizioni;
  • contributi;
  • sponsorizzazioni;
  • acquisto di materiale;
  • pagamenti a tecnici e collaboratori;
  • trasferte;
  • affiliazioni.

Una buona gestione finanziaria è anche una delle migliori forme di tutela per il Consiglio Direttivo.


12. Rendiconto economico-finanziario

Una ASD deve tenere sotto controllo la propria gestione economica.

Ogni anno bisogna predisporre e sottoporre all’approvazione dell’assemblea il rendiconto secondo quanto previsto dalla normativa e dallo statuto.

Il rendiconto permette di dimostrare:

  • entrate;
  • uscite;
  • patrimonio;
  • risultato della gestione;
  • destinazione delle eventuali eccedenze.

L’Agenzia delle Entrate sottolinea l’importanza della documentazione contabile e del rendiconto anche ai fini dei controlli sulla reale natura dell’associazione.


13. La riforma ha eliminato le agevolazioni fiscali?

No.

Ma ha reso il sistema più articolato.

Una ASD che rispetta realmente i requisiti previsti dalla normativa può continuare a beneficiare di importanti agevolazioni.

Tra gli strumenti che possono essere rilevanti c’è anche il regime forfetario della Legge 398/1991, per i soggetti che ne possiedono i requisiti.

Il limite dei proventi commerciali per poter accedere al regime è fissato a 400.000 euro.

Questo non significa però che una ASD con meno di 400.000 euro di entrate sia automaticamente “esentasse”.

È necessario distinguere attentamente:

  • attività istituzionale;
  • quote associative;
  • corrispettivi specifici;
  • attività commerciale;
  • sponsorizzazioni;
  • pubblicità;
  • contributi;
  • altre entrate.

14. E l’IVA?

Questo è uno degli aspetti che ha generato maggiore confusione negli ultimi anni.

La disciplina IVA delle ASD è stata interessata da diversi interventi legislativi.

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti sul rapporto tra il regime IVA e le prestazioni sportive.

L’articolo 36-bis del D.L. 75/2023 prevede, in determinate condizioni, l’esenzione IVA per servizi strettamente connessi alla pratica sportiva resi da organismi senza scopo di lucro, compresi gli enti sportivi dilettantistici.

La situazione, tuttavia, dipende dalla tipologia di attività e dal soggetto che riceve la prestazione.

Per questo motivo non è consigliabile decidere autonomamente se applicare o meno l’IVA.

Una ASD che inizia a vendere servizi, fare sponsorizzazioni, organizzare eventi o svolgere attività commerciale dovrebbe farsi assistere da un professionista.


15. Sponsorizzazioni: attenzione

Una delle principali fonti di entrata di una società podistica può essere la sponsorizzazione.

Per esempio:

Azienda locale → €1.000 → ASD

in cambio di:

  • logo sulle divise;
  • logo sul sito;
  • presenza sui social;
  • banner durante un evento;
  • comunicazione del nome dello sponsor.

Questa attività non deve essere confusa con una semplice quota associativa.

La sponsorizzazione ha una propria disciplina fiscale e contabile e deve essere gestita correttamente.

È uno dei motivi per cui una ASD che cresce dovrebbe iniziare presto a strutturare la propria contabilità.


16. ASD e contributi pubblici: un’opportunità da non sottovalutare

Essere correttamente costituiti e iscritti al RASD può permettere di partecipare a determinate opportunità di finanziamento.

In Sardegna questo aspetto è particolarmente interessante.

Nel 2026 la Regione Sardegna ha stanziato 5 milioni di euro a favore delle società e associazioni sportive dilettantistiche con sede operativa nell’isola. Il contributo è rivolto alle ASD/SSD iscritte al RASD e affiliate a una Federazione e/o a un Ente di Promozione Sportiva.

Per una nuova società questo significa che la corretta gestione amministrativa non è soltanto un obbligo: può diventare uno strumento per accedere a opportunità concrete.


17. Il 5 per mille

Una ASD in possesso dei requisiti previsti può inoltre partecipare al sistema del 5 per mille.

Per il 2026 l’Agenzia delle Entrate ha previsto una specifica procedura di accreditamento per le ASD.

Anche in questo caso, però, l’iscrizione non è automatica per il semplice fatto di essere una ASD.

Occorre verificare i requisiti e rispettare le procedure e le scadenze previste.


18. Quali documenti dovrebbe avere una ASD ben organizzata?

Una piccola società sportiva dovrebbe creare fin dall’inizio un vero e proprio archivio societario.

Documenti fondamentali

  • Atto costitutivo;
  • Statuto;
  • Codice fiscale;
  • certificato RASD;
  • certificato di affiliazione FIDAL/UISP;
  • verbali delle assemblee;
  • verbali del Consiglio Direttivo;
  • libro soci;
  • elenco tesserati;
  • rendiconti annuali;
  • documentazione bancaria;
  • fatture e ricevute;
  • contratti di sponsorizzazione;
  • contratti dei collaboratori;
  • documentazione relativa ai volontari;
  • certificazioni e qualifiche dei tecnici;
  • documentazione assicurativa;
  • documentazione relativa alla privacy.

Meglio organizzare tutto digitalmente fin dal primo giorno.


19. Quanto costa davvero una piccola società podistica?

Possiamo quindi fare tre esempi.

🟢 ASD “base”

10–15 atleti, allenamenti all’aperto, nessuna sede e gestione molto semplice.

Budget indicativo: 1.000–2.000 €/anno

🟡 ASD strutturata

20–40 atleti, FIDAL + UISP, allenatore, divise, iscrizioni alle gare e qualche attività organizzata.

Budget indicativo: 3.000–8.000 €/anno

🔴 ASD più organizzata

50+ atleti, settore giovanile, allenatori retribuiti, pista, trasferte, eventi, attrezzatura e attività promozionale.

Budget: facilmente superiore a 10.000 €/anno

Questi numeri non rappresentano tariffe ufficiali: sono scenari di budget utili per capire l’ordine di grandezza.

Il costo più importante, infatti, non è necessariamente l’affiliazione.

È la gestione dell’attività sportiva.


20. Checklist: voglio creare una ASD di atletica

Se vuoi partire da zero, ecco la sequenza più semplice.

Prima della costituzione

☐ scegliere il nome
☐ trovare almeno 3 fondatori
☐ definire Presidente e Consiglio Direttivo
☐ preparare atto costitutivo e statuto
☐ decidere le attività sportive
☐ valutare FIDAL, UISP o entrambe

Costituzione

☐ firmare atto costitutivo e statuto
☐ richiedere il codice fiscale
☐ registrare gli atti
☐ aprire un conto corrente
☐ attivare una PEC

Affiliazione

☐ presentare domanda FIDAL e/o UISP
☐ tesserare dirigenti
☐ tesserare gli atleti
☐ individuare i tecnici qualificati
☐ completare gli adempimenti RASD

Gestione annuale

☐ convocare assemblea
☐ approvare il rendiconto
☐ rinnovare l’affiliazione
☐ rinnovare i tesseramenti
☐ aggiornare i dati societari
☐ gestire correttamente eventuali collaboratori sportivi
☐ conservare fatture, ricevute e documentazione
☐ verificare bandi e contributi disponibili


In conclusione: creare una ASD conviene?

Per un gruppo di runner che vuole semplicemente allenarsi insieme, probabilmente non è necessario creare una ASD.

Ma se l’obiettivo è costruire una vera società sportiva, la ASD può diventare uno strumento molto potente.

Permette di creare una struttura organizzata, tesserare atleti, partecipare alle competizioni, organizzare allenamenti, trovare sponsor, partecipare a bandi e sviluppare un progetto sportivo nel territorio.

La riforma dello sport ha però cambiato profondamente la gestione delle ASD.

Oggi non basta più avere uno statuto e una tessera federale.

Bisogna prestare attenzione a:

RASD + statuto + contabilità + lavoro sportivo + tesseramenti + attività effettivamente svolta.

Per una piccola società podistica la soluzione più semplice può essere partire con una struttura molto snella, mantenere bassi i costi fissi e crescere progressivamente.

E soprattutto, quando entrano in gioco lavoratori sportivi, sponsorizzazioni, attività commerciali o importi rilevanti, è consigliabile affidarsi a un commercialista o consulente che conosca specificamente il mondo delle ASD.


FIDAL o UISP: quale scegliere?

La risposta dipende dal progetto.

Vuoi creare una società orientata all’atletica agonistica? → FIDAL.

Vuoi creare un gruppo sportivo più orientato alla promozione e allo sport per tutti? → UISP.

Vuoi fare entrambe le cose? → puoi valutare l’affiliazione a entrambi gli organismi, verificando le convenzioni e i requisiti applicabili.

Per una società podistica sarda, inoltre, vale la pena tenere d’occhio i bandi regionali: nel 2026 la Sardegna ha previsto 5 milioni di euro di sostegni per il settore sportivo dilettantistico.

In altre parole: creare una ASD è relativamente semplice. Gestirla bene è la vera sfida.

Ed è proprio qui che una piccola società sportiva può fare la differenza: organizzazione, trasparenza e programmazione possono trasformare un semplice gruppo di amici che corre in una vera comunità sportiva.


Fonti e riferimenti

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